giovedì, novembre 12, 2009

Volare a vela nello spazio

LightSail-1 è il primo dei tre modelli di nave spaziale a propulsione solare creato grazie alla donazione anonima di 1 milione di dollari all'associazione The Planetary Society.
Per la fine del 2010, LightSail-1 dovrebbe essere operativa per il primo volo a vela nello spazio.

Il concetto del volo spaziale a vela è un design che ha ormai più di 50 anni, e che consentirebbe il volo interplanetario o interstellare di lunga durata sfruttando la pressione che il vento solare esercita su una vela.
Il concetto di LightSail-1 è differente: la pressione è data dalla luminosità, e non dal flusso di gas ionizzato emesso dal sole, che si affievolisce man mano che ci si allontana dalla stella.

L'accelerazione di una nave spaziale di questo tipo sarebbe molto lenta, ma la velocità raggiungibile potrebbe essere elevatissima, vista la costante spinta esercitata dalla luminosità solare.
"E' una spinta lieve ma continua, al contrario di un razzo che ha un'elevata accelerazione, che si esaurisce velocemente" dice Luis D. Friedman, direttore esecutivo della The Planetary Society.
"Se la missione dovesse eventualmente durare diversi anni, potrebbe raggiungere la velocità di 100.000 miglia orarie, raggiungendo i confini del sistema solare in soli 5 anni invece di 25".

Il primo esperimento di vela solare condotto dalla The Planetary Society risale al 2005. Cosmos 1, trasportato dal razzo Volna lanciato da un sommergibile russo dal Mare di Barents, non ha mai raggiunto lo spazio, sprofondando nell' oceano Artico.

Il nuovo progetto, che verrà sviluppato sul lato pratico dalla Stellar Exploration Inc. di San Luis Obispo, California, sarà basato sulla tecnologia CubeSat: due dei tre microsatelliti che compongono LightSail-1 saranno sfruttati come alloggiamento e struttura di supporto per la vela solare, costituita da una superficie in Mylar dal lato di 5,5 metri, spessa 4,6 micron, e dalla forma di diamante.
Orbiterà ad un'altezza di 800 km dalla Terra e sarà operativa per pochi giorni, per verificare la possibilità di manovrarla e registrare la sua accelerazione.

Per le piccole dimensioni dei moduli (bene o male pari a quelle di tre tostapane), il lancio potrà essere effettuato senza un razzo specifico per la sua messa in orbita, ma sfruttando un'altra missione, inserendo come "bagaglio aggiuntivo" il modulo LightSail-1.

Le successive missioni, LightSail-2 e LightSail-3, saranno progettate per rimanere in orbita molto più a lungo (Lightsail-2) o per dirigerle verso lo spazio profondo per studiare le tempeste solari (LightSail-3).
Nonostante il precedente fallimento di Cosmos 1, la the Planetary Society non si scoraggia facilmente : "C'è sempre un pizzico di arroganza in chi costruisce una nave spaziale" dice Friedman "Queste cose sono terribilmente complicate, ma credi di potercela fare, e quando ci riesci è incredibilmente gratificante".

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mercoledì, novembre 11, 2009

Bomba atomica: gli effetti dei test sul Kazakistan

Quando si pensa alla bomba atomica generalmente la nostra mente richiama dalla memoria eventi come Hiroshima o Nagasaki, o i test francesi a Mururoa. Viene in mente il Nevada Test Site, sede di numerosissimi esperimenti nucleari ed inglobato all'interno dell'enorme complesso che viene genericamente definito "Area 51".
Ma forse troppe poche persone sanno dei test atomici condotti in Russia dalla fine degli anni '40, test che hanno contaminato centinaia di migliaia di chilometri quadrati di steppa, e che continuano a fare vittime ancora oggi per un vero e proprio atto criminale compiuto nei confronti della popolazione locale.

Il 29 agosto di 60 anni fa la Russia iniziava il suo programma nucleare bellico (First Lightning) con l'esplosione della prima bomba atomica, chiamata "Joe-1", una bomba al plutonio della potenza di 22 Kiloton, fatta esplodere al Semipalatinsk Test Site, in Kazakistan.

Il Semipalatinsk Test Site è situato nelle steppe Nord-Est del Kazakistan, nei pressi del fiume Irtysh. Fu scelta quella località da Lavrentiy Beria, a capo del programma nucleare sovietico, che aveva criminalmente giudicato disabitata l'area di 18.000 km quadrati attorno al poligono. I test furono condotti senza evacuare i villaggi limitrofi, sia che si trattasse di test atmosferici o di detonazioni sotto la superficie.
Semipalatinsk ospita inoltre quattro reattori nucleari, due acceleratori di particelle e due ciclotroni.

La seconda bomba atomica fatta esplodere a Semipalatinsk fu "Joe-2", un ordigno della potenza di 38 Kiloton, innescata il 24 settembre del 1951.
In seguito, nello stesso sito, sono state fatte esplodere bombe termonucleari a fusione, come la bomba "Sloika", che mescolava concetti di fissione nucleare con la fusione vera e propria, con una potenza di 400 Kiloton

Dopo il primo test, ne seguirono altri 456 (dei quali 340 sotterranei) nel corso di 40 anni, dal 1949 all'abolizione dei test atomici del 1989, senza badare minimamente alla popolazione della zona, che divenne involontariamente un bacino di cavie da laboratorio involontarie, esposti agli effetti delle radiazioni generate dalle esplosioni nucleari.

Le radiazioni hanno silenziosamente mietuto vittime per tre generazioni, con un numero stimabile a circa 1 milione di persone, causando problemi che vanno da squilibri della tiroide, cancro, malformazioni, invecchiamento precoce, problemi cardiovascolari.
La vita media per gli abitanti della zona è sensibilmente inferiore alla media nazionale del Kazakistan, ed alcune zone sono pericolose per la salute anche se ci si ferma per poche ore al loro interno.

Il fotogrago Ed Ou ha eseguito una serie di scatti a Semey, una delle città del Kazakistan più colpite dai test nucleari e dagli effetti che questi hanno provocato.
Se vi disturbano immagini di persone malate e deformi, forse è meglio che cambiate pagina.

I casi (nella sola città di Semey) che Ed Ou ha immortalato nelle sue immagini sono questi:
  • Test eseguiti nell' area del semipalatinsk Nuclear Polygon nel Gennaio 2009.
  • Nikita Bochkaryov, 18 anni, colpito da paralisi cerebrale infantile, non può controllare il suo corpo e necessita dell' assistenza costante dei genitori.
  • Zhanbolat Turysbekov, 13 anni, affetto da amiotrofia spinale e costretto a vivere su una sedia a rotelle fin dalla nascita.
  • Valeria Zholdina, 7 anni, solo di recenta ha imparato a camminare dato che è affetta da problemi di sviluppo, sia cerebrale che fisico, oltre ad essere affetta da autismo.
  • Berik Syzdykov, 29 anni, nato deforme e cieco a seguito dell' esposizione a radiazioni. Il suo volto non è più riconducibile a quello di un essere umano
  • Zhannoor Zhumageldina, 16 anni, affetto da microcefalia ed una scoliosi di sesto grado causata dall'esposizione ad elevati livelli di radiazioni. Vive in perenne stato vegetativo, senza poter pensare, parlare o effettuare movimenti semplici.
  • Adil Zhilyaev, nato cieco ed affetto da ICP (Infantile Cerebral Paralysis), oltre che da idrocefalia